mercoledì 31 maggio 2017

Recensione: La locanda dell'ultima solitudine di Alessandro Barbaglia

Buonasera lettori!
Oggi vi parlo di un libro molto particolare: La locanda dell'ultima solitudine, scritto da Alessandro Barbaglia, una lettura ironica, a tratti surreale e molto sopra le righe, che di certo non mi aspettavo.
Ecco la mia recensione:



EDITORE: Mondadori
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 gennaio 2017
PREZZO DI COPERTINA: 17€
PREZZO EBOOK: 8,99€
PAGINE: 163

SINOSSI: Libero e Viola si stanno cercando. Ancora non si conoscono, ma questo è solo un dettaglio...
Nel 2007 Libero ha prenotato un tavolo alla Locanda dell'Ultima Solitudine, per dieci anni dopo. Ed è certo che, lì e solo lì, in quella locanda tutta di legno arroccata sul mare, la sua vita cambierà. L'importante è saper aspettare, ed essere certi che "se qualcosa nella vita non arriva è perché non l'hai aspettato abbastanza, non perché sia sbagliato aspettarlo".
Anche Viola aspetta: la forza di andarsene. Bisogno, il minuscolo paese in cui abita da sola con la madre dopo che il padre è misteriosamente scomparso, le sta stretto, e il desiderio di nuovi orizzonti si fa prepotente. Intanto però il lavoro non le manca, la collina di Bisogno è costellata di fiori scordati e le donne della famiglia di Viola, che portano tutte un nome floreale, si tramandano da generazioni il compito di accordarli, perché un fiore scordato è triste come un ricordo appassito.
Libero vive invece in una grande città, in una casa con le pareti dipinte di blu, quasi del tutto vuota. Tranne che per un baule: imponente, bianco. Un baule che sembra un forziere, e che in effetti custodisce un tesoro, la mappa che consente di seguire i propri sogni.
Quei sogni che, secondo l'insegnamento della nonna di Viola, vanno seminati d'inverno. Perché se resistono al gelo e al vento, in primavera sbocciano splendidi e forti. Ed è allora che bisogna accordarli, perché i sogni bisogna sempre curarli, senza abbandonarli mai.
Libero e Viola cercano ognuno il proprio posto nel mondo, e nel farlo si sfiorano, come due isole lontane che per l'istante di un'onda si trovano dentro lo stesso azzurro. E che sia il mare o il cielo non importa. La Locanda dell'Ultima Solitudine sorge proprio dove il cielo bacia il mare e lo scoglio gioca a dividerli. La Locanda dell'Ultima Solitudine sta dove il destino scrive le sue storie. Chi non ha fretta di arrivarci, una volta lì può leggerle. Come fossero vita. Come fossero morte. Come fossero amore.

Con una scrittura lieve e pervasa di poesia, tra giochi linguistici, pennellate surreali e grande tenerezza, Alessandro Barbaglia ci racconta una splendida storia d'amore.

LA MIA OPINIONE

Quando i miei occhi si sono posati per la prima volta sulla copertina di questo libro, ho subito pensato a una storia dolce e malinconica. Una volta letta la trama, però, l'ho trovata molto particolare, sicuramente non convenzionale, ma non mi aspettavo di certo un racconto così sopra le righe, ironico, ma maledettamente profondo e pieno di riflessioni. E con al centro una bella storia d'amore, se così si può definire.

Libero, un nome che rispecchia in pieno il modo di essere di questo personaggio, è un ventisettenne che vive nel centro della Città Grande, in una casa tutta blu e con la sola compagnia del suo cane nero Vieniqui, un trovatello che ha una grande capacità, quella di scomparire nel nulla: in un momento c'è e subito dopo, puff..non c'è più.
Libero ama le attese perché aspettare lo riempie di gioia:

"Libero delle attese amava tutto perché lui, le attese, le aveva accettate".

E aspettava Lei, che sapeva prima o poi avrebbe incontrato:

"Lei. Un po' diversa da qualsiasi altra lei: sarà lei. E intanto aspettava."

Viola vive a Bisogno, alle soglie della Città grande, in una famiglia dove le donne hanno nomi di fiori e il cui compito è quello di accordarli, i fiori:

"I petali sono le parole dei fiori. Senza petali i fiori sono muti, ma devono essere accordati, o possono anche dire cose orrende. Proprio come fa la menta."

E infine c'è lei, la vera protagonista di questa storia, la Locanda dell'Ultima Solitudine, una nave mancata, come avrete modo di scoprire, dove si servono perle di patate crude invece di portate vere e proprie, ispiratrice di vita e di sogni:

"E' tutta in legno, la Locanda, alterna le pareti scure alle finestre piene di luce da cui entra sempre un po' di vento.
E' fatta di poche stanze e una sola certezza: se sai arrivarci, facendo tutto quel sentiero buio che ci vuol poco a perdersi, quello è il posto più bello del mondo."

Il 17/07/2007 Libero prenota un tavolo alla Locanda per il 17/07/2017, ben 10 anni dopo, quando ha la piena convinzione che incontrerà Lei.
A Viola la realtà di Bisogno inizia a stare stretta, vuole fuggire, incontrare finalmente quel qualcosa e quel qualcuno.
In dieci anni la vita si divertirà a rimescolare le carte continuamente, ma la Locanda è sempre lì che aspetta, pronta a realizzare sogni grazie alla sua magia:

"Ci sono tre motivi per cui vale la pena andare alla Locanda dell'Ultima Solitudine.
Il primo è perché si mangia bene.
Il secondo è perché ci si può andare solo in due.
Il terzo è perché laggiù ci impari a vivere. E quindi, anche a morire."


La locanda dell'ultima solitudine è una storia che mi ha fatto emozionare e sorridere. I suoi protagonisti sono tutti personaggi alquanto strambi, a cominciare da Libero, un sognatore che non smette mai di credere nelle proprie speranze; Viola, una ragazza intraprendente, ma a tratti un po' ingenua e sua madre Margherita, secondo me la figura più bizzarra di tutte, che vi farà divertire con le sue fissazioni per i fiori da accordare e gli urli liberatori.
E infine c'è Enrico, il proprietario della Locanda, colui che l'ha costruita quando era ancora un bambino e con una straordinaria storia alle spalle, quasi una leggenda.

"Ma non abbia paura di rompere le cose, sa? Nella vita, anche le cose migliori, anche quelle che sembrano andare sempre nel verso giusto, sono giuste perché qualcuno le aggiusta, continuamente. E non si potrebbe aggiustare nulla, nella vita, se prima non si fosse rotto. Lo sa?"

Alessandro Barbaglia ha uno stile del tutto particolare, giocoso ma anche profondo. Narra la sua storia in modo leggero e ironico, arricchendola di tantissimi doppi sensi o giochi di parole che a prima vista potrebbero sembrare banali, ma che mi hanno strappato molti sorrisi.
Con la sua penna geniale è riuscito a rendere la narrazione magica e surreale, quasi un sogno da cui non volevo più tornare indietro.

"Diceva che i fiori della primavera sono i sogni che si sono fatti d'inverno. Bisogna piantarli d'inverno, i semi dei sogni, quando nessuno pianterebbe nulla.
E allora che bisogna crederci, nei sogni: quando tutto sembra incredibile. E' allora che bisogna seminarli. Se resistono al gelo dell'inverno, se hanno la forza di resistere al vento, allora in primavera sbocciano. Non si deve piantare un sogno quando il tempo è bello. I sogni si piantano al gelo, diceva mia nonna, per farli forti una volta che saranno fiori."

Se volete immergervi in un mondo magico e in un'atmosfera incantevole, se volete la certezza che i sogni si avverano, rilassatevi, assaporate un buon Nebbiolo (...) e leggete subito La locanda dell'ultima solitudine.
All'inizio rimarrete un po' spiazzati, ma dopo non ne potrete più fare a meno.


Alessandro Barbaglia: poeta e libraio, ha trentacinque anni e vive a Novara.
Ha pubblicato per Mondadori La Locanda dell'Ultima Solitudine nel 2017

24 commenti:

  1. Ciao Maria! Ho letto pareri positivi su questo romanzo, sembra davvero molto carino (ti dirò a giudicare solo dalla copertina non gli avrei dato un centesimo!). E poi la protagonista si chiama come me eheh :D

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    1. E' un bel nome, Viola :) A me la copertina è piaciuta fin da subito, ma mi aspettavo una storia molto triste e malinconica, anche a giudicare dal titolo..invece è abbastanza ironica :)

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  2. Veramente molto particolare questo libro che ci presenti oggi.
    Un libro sicuramente interessante e particolare.

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  3. Ciao Maria:-) Avevo visto questo libro in giro e messo nella lista delle letture da fare (prima o poi!) Ma non pensavo che fosse una storia a metà tra l'onirico e la realtà. Grazie alla tua recensione ho qualche elemento in più e anche più curiosità :-)

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    1. Ciao Mikla! Neanche io mi aspettavo una lettura del genere. Spero che lo leggerai, sicuramente ti piacerà :)

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  4. Ciao Maria!!! Desta molta curiosità in me questo romanzo. Probabilmente lo acquisteró come lettura estiva:) un bacio
    www.kiaramakeup89.com

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    1. Un bacio a te, Kiara :) Spero che lo leggerai :)

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  5. Molto bella la tua recensione! 😊 mi ispira davvero molto, e le tue parole mi hanno confermato sensazioni che ho provato sin dalla prima volta che l'ho visto in libreria ☺

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    1. Grazie Gresi ^_^ E' una lettura davvero particolare e anche io ho provato sensazioni positive la prima volta che l'ho visto in libreria. Mi ha ispirato fin da subito :)

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  6. Ciao Maria,
    questo libro invece a me è piaciuto molto poco. Mi è sembrato surreale come dici tu e ho faticato a stare dietro alla trama. Nel complesso si è vero lancia un bel messaggio ma per me è un grande no.
    Felice che invece ti abbia fatta emozionare, il bello della lettura è anche questo riuscita a suscitare sensazioni diverse da persona a persona

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    1. Ciao Susy! A me di solito letture di questo genere non piacciono. Come anche per te, la trama è molto surreale per i miei gusti. Ma stranamente l'ho trovato un bel libro, forse perché ironico e con quel tocco di magia che lo rende particolare. Ha sorpreso anche me :)

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    1. Bene! Se lo leggi, fammi sapere cosa ne pensi :)

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  8. Ciao Maria! <3 Una bellissima e profonda recensione per un romanzo che ti ha colpito molto da come lo hai descritto. Ho visto in giro questo libro e la copertina mi ha sempre lasciata un po' così, mi ha trasmesso malinconia e una sorta di inquietudine di fondo. Ma tu dici che è scritto in modo scherzoso e anche profondo, quindi deve essere un bel mix di elementi che lo rendono sicuramente particolare.
    In più, come dici tu, ci sono diversi personaggi strambi e io adoro i personaggi così, insomma quelli che è difficile inserire in logiche razionali. XD
    Grazie per questa bella recensione, un abbraccio forte! :****

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    1. Ciao Antonietta <3 Si, trama molto ironica e personaggi molto strambi creano un mix perfetto, e grazie a passaggi e riflessioni profonde il libro si è rivelato un'autentica sorpresa per me :) La copertina all'inizio ha colpito anche me per le tue stesse ragioni, infatti mi aspettavo una storia completamente diversa :)
      Un abbraccio grande <3<3<3<3

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  9. Ciao Maria! Che bella recensione! Si capisce da ogni tua parola che ti è piaciuto proprio tanto!! Non vedo l'ora di poterlo leggere!! :) :) :)

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    1. Grazie Jasmine :-* Speriamo che ti piaccia, a me ha colpito davvero molto :)

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  10. L'ho letto da poco, la prossima settimana uscirà la recensione. E' un libro magico, ma non è il mio genere, troppo astratto. Però è decisamente particolare

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    1. Sono curiosa di leggere la tua recensione! Di solito libri dalla trama così astratta non piacciono neanche a me, ma in questo caso stranamente è stata una bella lettura :)

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  11. Il titolo mi ha conquistata e la tua recensione mi ha dato il colpo di grazia! Me lo segno subito perché sembra una lettura molto promettente! :)

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    1. Mi fa piacere e se lo leggi fammi sapere cosa ne pensi :)

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